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facce di merda
nov 21st, 2006 by PauloRoberto

L’hanno chiamata una  "polemica stucchevole". E mi piace come definizione perchè mi dà l’idea dello stucco in bocca…lo stucco che allappa.

Casualmente, il giorno prima della partita, avevo notato che nelle statistiche delle reti segnate, la Roma era molto distante da Inter e Palermo.

PALERMO: reti fatte 26

INTER: reti fatte 24

ROMA: reti fatte 19

Ora le cose sono cambiate. Restano sempre statistiche, certo, ma i numeri mi attirano.

ROMA: reti fatte 26

PALERMO: reti fatte 26

INTER: reti fatte 25

Dopo la partita, Spalletti ha salutato gli avversari, come fa sempre alla fine di ogni gara, indipendentemente dal risultato. Come ha fatto con i giocatori del Chievo e dell’Ascoli (1-1; 2-2).

Stranamente però, il Catania ha alzato un polverone d’altri tempi. Gli stessi tifosi catanesi, che a Roma nun ce li semo mai coperti, sono arrivati minacciosi nella Capitale, nel tentativo di metterla a ferro e fuoco.

Avevo già accennato, nel precedente post, la polemica latente, ma neanche tanto, nel servizio sulla partita dell’Olimpico andato in onda su Controcampo "diritto di dire cazzate".

Il meraviglioso mondo del calcio.

L’ad del Catania, Lo Monaco, ha commentato: "Hanno infierito su un uomo morto e questo dal punto di vista umano e etico non mi sembra bello." Il Presidente Pulvirenti ha aggiunto: "Nel calcio, come in guerra, esistono delle regole non scritte che vanno rispettate."

Cioè?

Dai, fateci capire.

Perchè i tifosi queste cose non le sanno. Il regolamento parallelo a quello ufficiale, stilato nei grandi androni dove si vendono e si comprano i giocatori, oppure nei garage degli stadi, dove si incontrano i presidenti prima delle partite, alla maggior parte di noi è sconosciuto.

Il calcio è una guerra e di questo ringraziamo Pulvirenti per il messaggio di distensione lanciato al popolo italiano. Lo Monaco accusa la Roma di mancanza di rispetto, portando in trionfo il codice etico del calcio italiano che impedisce di segnare più di 6 gol. O 5?

No perchè io questa regola la voglio imparare bene.

Lazio-Udinese 5 a 0. E non si è detto un cazzo. (2006/2007)

Milan-Fiorentina 6 a 0. E non si è detto un cazzo. (2004-2005)

Milan-Torino 6-0. E non si è detto un cazzo. (2001-2002)

Milan-Inter 6 a 0. E non si è detto un cazzo. (2000-2001)

Allora oltre il sesto gol scatta l’ipotesi di reato. Tipo vilipendio al calcio.

E’ un vero peccato che il calcio sia costellato da facce di merda.

Non smetterò mai di paragonarlo al rugby per sperare che la sportività che regna sovrana nel gioco più duro del panorama sportivo, posso penetrare in parte nel calcio.

Mi viene da pensare alla sconfitta dell’Italrugby a Roma contro gli All Blacks per 59 a 10. E io, sinceramente, non vedo l’ora di poter andare a vedere i neozelandesi al Flaminio. Senza prometterle a nessuno, senza voglia di vendetta. Vederli giocare è uno spettacolo.

Penso ad Arantxa Sànchez che vinceva per 6-0, 6-0.

Penso alle azzurre della pallavolo che hanno vinto tante partite per 3 a 0 senza concedere neanche un set alle avversarie.

Penso ai mondiali di basket in cui la Spagna ha battuto il Giappone per 104 a 55.

In ultima analisi, penso a quanto me so’ incazzato quando il Finalcial Times ha attaccato il calcio siciliano.

Secondo Simon Kuper, giornalista del giornale più importante della City londinese, il ”Financial Times”, se la Sicilia vince e si trova nel massimo campionato di calcio presente sulla faccia della terra con ben tre squadre, ciò significa la crisi italiana è veramente grave, ”Perché – scrive Kuper – quando la Sicilia può competere vuol dire che il sistema è collassato”.

Se le piccole realtà calcistiche riescono ad emergere, vuol dire che c’è ancora la speranza che questo sistema non sia completamente marcio, non collassato.

Purtroppo le facce di merda continueranno ad infangare il gioco più bello del mondo.

Con le loro facce di merda.

Natale di Roma
apr 21st, 2006 by PauloRoberto

In teoria, il potere dovrebbe logorare chi non ce l’ha. Eppure l’affannosa ricerca di destabilizzazione da parte della rubentus e del suo giornale, Tuttostort, nei confronti della Roma, è sintomo di una insoddisfazione latente, ma mica tanto latente, che ha colpito tutto l’ambiente rubentino.

"Roma serbatoio bianconero". Chi glielo dice ai vari Moggi Moggi che il Brent sta a 74 dollari il barile?

A sedare gli animi, comunque, ci pensa la Nike. Infatti, preso atto dell’inutilità della squadra rubentina nel calcio, ha deciso…come dire…di darsi all’ippica. Ecco infatti un anticipo delle nuove maglie della rubentus stagione 2006/2007. Maglie che, come si vede nella foto, sono abilmente riprese dalla Contrada della Lupa…ed anche qui, attingono dalla Capitale.

Mancini giura amore eterno alla Roma in quest’intervista.

Chivu è occupato a smentire le continue voci che lo vorrebbero partente. Ecco quello che dice Andrea Pretti, il suo procuratore.

E questa è l’intervista del procuratore di Mexes.

Ora, capisco che qualcuno non abbia di meglio a cui pensare, vista la stagione fallimentare della sua squadra, ma per la Roma non è così. C’è da giocarsi la Champions e la Coppa Italia. E comunque vada sarà un successo.

Ma passiamo alle cose serie.

Oggi è il Natale di Roma.

Auguri…

Roma nun fà la stupida stasera
damme ‘na mano a faje di’ de sì

Sceji tutte le stelle
più brillarelle che poi
e un friccico de luna tutta pe’ noi

Faje sentì ch’è quasi primavera
manna li mejo grilli pe’ fa cri cri

Prestame er ponentino
più malandrino che c’hai

Roma nun fa la stupida stasera
ROMA nun fa la stupida stasera

Damme ‘na mano a faje di’ de sì

Sceji tutte le stelle
più brillarelle che poi
e un friccico de luna tutta pe’ noi

Faje sentì ch’è quasi primavera
manna li mejo grilli pe’ fa cri cri

Prestame er ponentino
più malandrino che c’hai

Roma reggeme er moccolo stasera.

FINALE TIM CUP 2005/2006

 

GARA ROMA – INTER DEL 3 MAGGIO 2006 – ORE 20.45

 

STADIO OLIMPICO

MODALITA’ DI VENDITA

  RISERVATA AGLI ABBONATI (conferma dello stesso posto della tessera):

DALLE ORE 10,00 DI LUNEDI’ 24 APRILE 2006

ALLE ORE 18,00 DI MERCOLEDI’ 26 APRILE 2006

  VENDITA LIBERA:

DALLE ORE 10,00 DI GIOVEDI’ 27 APRILE 2006

ALLE ORE 18,30 DI MERCOLEDI’ 3 MAGGIO (A.S. Roma Store)

ALLE ORE 21,00 DI MERCOLEDI’ 3 MAGGIO 2006 (Ricevitorie L.I.S. e Gran Teatro)

                                                 

PREZZI (inclusi diritti di prevendita)

 

SETTORE

 

INTERI

 

SPECIALE DONNE E UNDER 12

 

Tribuna Monte Mario

 

               60,00

 

                  10,00

 

Tribuna Tevere Centrale

 

              45,00

 

              10,00

 

Tribuna Tevere Laterale

 

              35,00

 

              10,00

 

Distinti

 

              20,00

 

 

Curve

 

              14,00

 

 

*

Non Deambulanti con accomp.

 

              20,00

 

* Prevendita riservata c/o gli A.S. Roma Store

Per l’acquisto del biglietto si prega presentare un documento.

NEWS:

Uno dei pizzini di Provenzano!

 

I solti cazzari
ott 4th, 2005 by PauloRoberto

Quando ci sta di mezzo la rubentus non è insolito sentire puzza di letame (perchè so’ un signore).

I giornalai (sempre cass docet) non hanno parlato del rinvio dell’udienza di Agricola, accusato di aver somministrato Epo ai giocatori bianconeri e condannato a un anno e dieci mesi, fissata per l’11 novembre, ma hanno preferito ributtarsi sulla Roma e sul suo presidente, tanto per fare qualcosa di nuovo.

E così…che cosa è uscito fuori dalle menti ingegnose dei cazzari? Il presidente Franco Sensi è stato tirato in ballo per un presunto scambio di favori con l’ex designatore arbitrale Paolo Bergamo nella stagione 2002/2003. Il giornalista de Il Tirreno che ha anticipato venerdì scorso la notizia di questo presunto «patto» sottolinea che tutto nasce da un’indagine in corso da tre mesi. E che i  nomi comparsi in una delle intercettazioni effettuate dalla Guardia di Finanza di Livorno per uno scandalo di corruzione nell’amministrazione pubblica sono proprio quelli di Paolo Bergamo e Franco Sensi. Nomi presenti nel fascicolo aperto dal pm romano.

La verità è che la Procura di Roma ha smentito le accuse: Sensi non è iscritto nel registro degli indagati e non gli è stato inviato nessun avviso di garanzia.

Ma c’è un’altra buona notizia in questa vicenda: L’AS ROMA DEVOLVERA’ I RISARCIMENTI DEI DIFFAMATORI AGLI OSPEDALI PEDIATRICI.

…MA CHE CAMPATE A FA’…

Ora zitti
set 29th, 2005 by PauloRoberto

Aspetto sulla riva del fiume i cadaveri dei miei nemici

Kakà e` stato marcato a uomo da Poulsen definito `codardo` da Ancelotti a fine gara. Il brasiliano ha parlato del danese: `Oggi e` stata una gara divertente, ma lui non vuole giocare a pallone. Lui vuole solo provocare. Agli Europei Totti colpi` Poulsen con uno sputo: `Non dico che e` stato giusto quello che fece, ma quando uno non ti lascia giocare con l`antispotivita` non e` giusto. Deve riuscirci marcandoti anche duramente, ma con lealta`. Lo fischiano in tutti gli stadi? Sara` per questo` .

Piccola polemica di Ancelotti sul difensore danese Poulsen: ‘Si mette in evidenza – afferma l’allenatore – quando l’arbitro non vede, a base di calci e spintoni. E’ un giocatore codardo’.

Kakà poi sperimenta subito le cure di Christian Poulsen, il danese ben conosciuto da noi per aver picchiato sistematicamente Francesco Totti agli Europei provocandone la reazione. Anche Kakà cerca di difendersi e l’arbitro Bo Larsen li richiama entrambi invitandoli a smetterla.

I rossoneri non trovano sbocchi e tra Kakà e Poulsen spesso scoccano scintille, il brasiliano infatti non gradisce i modi poco ortodossi del danese in costante fallo tattico e non solo sul trequartista.

Poulsen marca a uomo Kaka’ e cerca di fare innervosire il brasiliano come fece con Totti agli Europei del Portogallo.

Alla fine duro attacco di Ancelotti al danese Poulsen, rimasto famoso per lo sputo di Totti agli Europei del 2004, che ha provocato Kakà per tutta la gara. "È un codardo", ha detto il tecnico rossonero.

GELSENKIRCHEN – "Poulsen è un codardo". E’ durissimo Carlo Ancelotti nel parlare del danese Poulsen, più noto alle cronache per lo sputo ricevuto da Totti agli Europei che per meriti personali. "Solitamente – afferma il mister del Diavolo – cerco di essere razionale nel giudicare i giocatori, però Poulsen è un codardo. Gioca la sua partita quando l’arbitro non lo vede, dando spintoni e trattenute. A parte le provocazioni di Poulsen, che non dovrebbe nemmeno giocare, è stata una partita agonisticamente valida, con i tedeschi che hanno cercato di metterla sul fisico e noi sulla tecnica".

La gara pareggiata dal Milan contro lo Schalke lascia un velenoso strascico polemico legato alla asfissiante marcatura di Kakà da parte del danese Poulsen, giocatore bersaglio del famoso sputo di Totti all’Europeo. "Quello che ha fatto Poulsen riabilita Totti – ha detto Ancelotti – è un codardo, fa il lavoro sporco". Amaro il commento di Galliani: "Adesso ho capito cosa è successo agli Europei. Adesso capisco Totti".

La Cazzara dello sport
set 1st, 2005 by PauloRoberto

Alla fine non hai più parole.

Vedi i titoloni de "La Cazzara dello sport" e ti chiedi: "Ma perchè non vengono denunciati per diffamazione?"

Ieri, ultimo giorno di mercato, il giornale rosa (e già il colore è tutto un programma) titolava: "Strappo Mancini: vuole la Juve" Il giocatore visto a Milano con i suoi procuratori per discutere il suo passaggio alla Juve 

E allora ti cominciano a girare le palle.

Poi lo vedi correre sul verde prato di Trigoria.

E Cassano?

Cassano era bianconero già da gennaio. Su altri lidi si diceva: "Se Moggi dice che non lo compra, significa che l’ha già preso!"

E certo. Cassano rimane qui. Fuori rosa.

E come titola oggi "La Cazzara dello sport"?

CASSANO PRIGIONIERO

Sì, di se stesso. Di chi lo consiglia. Di chi non gli fa notare che potrebbe guadagnare come Gilardino al Milan.

Di chi non gli ha insegnato che non si sputa nel piatto in cui si mangia. Di chi non gli ha ancora fatto capire che le cose sono cambiate. Che il ragazzino viziato di merda lo può fare con un’altra maglia addosso, ma non con quella della Roma.

E allora che perda tutto.

Campionato, Mondiali e autostima.

Perchè quando se ne andrà a giugno a parametro zero la Roma non avrà perso più un giocatore da 50 miliardi di vecchi lire, ma solo un calciatore che si crede un campione, ma che nessuno ormai considera tale.

h.m.

 

 

 

 

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