L’hanno chiamata una "polemica stucchevole". E mi piace come definizione perchè mi dà l’idea dello stucco in bocca…lo stucco che allappa.
Casualmente, il giorno prima della partita, avevo notato che nelle statistiche delle reti segnate, la Roma era molto distante da Inter e Palermo.
PALERMO: reti fatte 26
INTER: reti fatte 24
ROMA: reti fatte 19
Ora le cose sono cambiate. Restano sempre statistiche, certo, ma i numeri mi attirano.
ROMA: reti fatte 26
PALERMO: reti fatte 26
INTER: reti fatte 25
Dopo la partita, Spalletti ha salutato gli avversari, come fa sempre alla fine di ogni gara, indipendentemente dal risultato. Come ha fatto con i giocatori del Chievo e dell’Ascoli (1-1; 2-2).
Stranamente però, il Catania ha alzato un polverone d’altri tempi. Gli stessi tifosi catanesi, che a Roma nun ce li semo mai coperti, sono arrivati minacciosi nella Capitale, nel tentativo di metterla a ferro e fuoco.
Avevo già accennato, nel precedente post, la polemica latente, ma neanche tanto, nel servizio sulla partita dell’Olimpico andato in onda su Controcampo "diritto di dire cazzate".
Il meraviglioso mondo del calcio.
L’ad del Catania, Lo Monaco, ha commentato: "Hanno infierito su un uomo morto e questo dal punto di vista umano e etico non mi sembra bello." Il Presidente Pulvirenti ha aggiunto: "Nel calcio, come in guerra, esistono delle regole non scritte che vanno rispettate."
Cioè?
Dai, fateci capire.
Perchè i tifosi queste cose non le sanno. Il regolamento parallelo a quello ufficiale, stilato nei grandi androni dove si vendono e si comprano i giocatori, oppure nei garage degli stadi, dove si incontrano i presidenti prima delle partite, alla maggior parte di noi è sconosciuto.
Il calcio è una guerra e di questo ringraziamo Pulvirenti per il messaggio di distensione lanciato al popolo italiano. Lo Monaco accusa la Roma di mancanza di rispetto, portando in trionfo il codice etico del calcio italiano che impedisce di segnare più di 6 gol. O 5?
No perchè io questa regola la voglio imparare bene.
Lazio-Udinese 5 a 0. E non si è detto un cazzo. (2006/2007)
Milan-Fiorentina 6 a 0. E non si è detto un cazzo. (2004-2005)
Milan-Torino 6-0. E non si è detto un cazzo. (2001-2002)
Milan-Inter 6 a 0. E non si è detto un cazzo. (2000-2001)
Allora oltre il sesto gol scatta l’ipotesi di reato. Tipo vilipendio al calcio.
E’ un vero peccato che il calcio sia costellato da facce di merda.
Non smetterò mai di paragonarlo al rugby per sperare che la sportività che regna sovrana nel gioco più duro del panorama sportivo, posso penetrare in parte nel calcio.
Mi viene da pensare alla sconfitta dell’Italrugby a Roma contro gli All Blacks per 59 a 10. E io, sinceramente, non vedo l’ora di poter andare a vedere i neozelandesi al Flaminio. Senza prometterle a nessuno, senza voglia di vendetta. Vederli giocare è uno spettacolo.
Penso ad Arantxa Sànchez che vinceva per 6-0, 6-0.
Penso alle azzurre della pallavolo che hanno vinto tante partite per 3 a 0 senza concedere neanche un set alle avversarie.
Penso ai mondiali di basket in cui la Spagna ha battuto il Giappone per 104 a 55.
In ultima analisi, penso a quanto me so’ incazzato quando il Finalcial Times ha attaccato il calcio siciliano.
Secondo Simon Kuper, giornalista del giornale più importante della City londinese, il ”Financial Times”, se la Sicilia vince e si trova nel massimo campionato di calcio presente sulla faccia della terra con ben tre squadre, ciò significa la crisi italiana è veramente grave, ”Perché – scrive Kuper – quando la Sicilia può competere vuol dire che il sistema è collassato”.
Se le piccole realtà calcistiche riescono ad emergere, vuol dire che c’è ancora la speranza che questo sistema non sia completamente marcio, non collassato.
Purtroppo le facce di merda continueranno ad infangare il gioco più bello del mondo.
Con le loro facce di merda.
