L’Italia è una.
La cosa più incredibile è stata vederla unita così, dietro ad un rigore, dietro a Totti, dietro a Del Piero che corre per primo ad abbracciarlo, dietro ad una scheda segnata con un no.
Perchè è l’Italia che non t’aspetti.
E’ l’Italia di un commissario tecnico indegno, che fa "bollire nel loro brodo" i giocatori che sbagliano, che fa le convocazioni seguendo le sue simpatie, i consigli di Moggi e gli editoriali di Tuttostort.
E’ l’Italia che sconfigge i fantasmi del passato remoto e del passato prossimo.
L’Italia che si chiude in difesa contro i "temibili" australiani, quelli che hanno imparato a giocare a calcio due giorni fa.
L’Italia che per 45 minuti, ma anche 65, dà il peggio di sè.
L’Italia che teme Bresciano.
L’Italia che rimane in 10 perchè Materazzi fa fallo su Zambrotta al limite dell’area di rigore.
L’Italia che trattiene il fiato, appesa ad una speranza, appesa alle caviglie appena guarite del suo campione.
L’Italia che esulta, perchè si riscopre una e indivisibile.
A sbirciare quel ciucciotto innocente.
No, non je l’ha fatto il cucchiaio.
Il cucchiaio è un gesto delicato, ieri non serviva.
Serviva la potenza, finalmente di nuovo nel suo piede.
Perchè i vari giornalai dovevano rimanere con l’urlo strozzato in gola. L’urlo della disfatta di un calciatore.
Oggi scrivono i loro editoriali, chi con la spocchia del coglione, chi con la prudenza del coniglio.
I giornalai che ieri sono stati bacchettati dal maestro di quest’orchestra un pò stonata, ma non per colpa sua.
Dietro quella bomba c’era il loro kamikaze.
Dietro quella bomba c’era l’Italia, che non è mai stata così bella.
Ancora oggi, c’è chi dice no.
Grazie Francesco.

Il mister ti chiede di alzarti
ti dà le ultime indicazioni
le solite
parole scontate di un uomo iniquo
l’Italia ti aspetta
un Paese intero ti chiama
è stato creato schiavo di Roma
te lo ricordi, te lo ripeti.
sfiori l’erba,
annusi l’aria,
tocchi il pallone
alzi lo sguardo,
scruti la folla
perquisisci l’arena
è ora di fare calcio
allora corri,
passi,
lanci
RIGORE
ti prendi tutti i rischi del caso
è la storia che ti chiama,
la Nazione che ti invoca,
la sorte che ti sfida
Una carriera in un tiro.
non un tremore,
non un dubbio
Fai quello che sai fare, ti ripeti.
Il cucchiaio so fare, ti dici.
Buttala dentro e basta, ti suggerisci.
GOL.
Tutto a posto.
E’ di nuovo schiava di Roma
‘sta cazzo de Nazione.
