Mentre commento la partita in diretta con Fratè Lessio
https://twitter.com/#!/hmgladiatore
mi ritrovo nei gol inutili [cit. Lessio] di Bojan e Lamela che servono per la supremazia sul Parma; mi ritrovo nell’immenso Capitano; mi ritrovo nel gol preso nei primi 9 minuti, come da tradizione; mi ritrovo in una canzoncina spagnola sparata a palla nello spogliatoio della Roma; mi ritrovo nell’esultanza rabbiosa di LE; mi ritrovo nel gol di De Rossi, con quelle incursioni di testa al centro dell’area che non ci sono mai state durante l’anno; mi ritrovo in questi primi 20 minuti del secondo tempo, in cui la Roma continua ad attaccare con una foga agonistica talmente fuori luogo che verrebbe voglia di spegnere la tv.
Finita.
Alla prossima stagione.
E dunque…dopo 15 vittorie, 8 pareggi e 14 sconfitte (manca una partita), 57 gol fatti e 52 subiti (il Cesena, retrocesso, ne ha subiti 57), la Roma saluta l’Europa che conta, non conta, conticchia e Conte.
Le vittorie.
Andata: Parma, Atalanta, Palermo, Novara, Lecce, Napoli, Bologna, Cesena.
Ritorno: Inter, Parma, Palermo, Genoa, Novara, Udinese.
I pareggi.
Andata: Inter, Siena, Juventus, Catania, Bologna.
Ritorno: Napoli, Chievo, Catania.
Le sconfitte.
Andata:Cagliari, Lazio, Genoa, Milan, Udinese, Fiorentina.
Ritorno: Cagliari, Siena, Atalanta, Lazio, Milan, Lecce, Juventus, Fiorentina.
Qual è, se c’è, il filo conduttore?
La Roma ha scajato con chi lotta per la retrocessione, con chi lotta per l’Europa e con chi lotta per lo scudetto.
E’ stata piccola con le grandi, piccola con le medie e piccola con le piccole.
Ecco, se proprio vogliamo trovare il senso del progetto, direi che è questo.
L’unica, vera, roboante vittoria è stata quella sull’Inter. Tutto il resto, come dire, è noia. E non ho detto gioia, ho detto porca troia.
L’anno di transizione è transito. Si dice transito? Forse transìto. Beh, è passato, adda passa’ a nuttata.
La nuttata, in casa mia, è iniziata con il gol di Maicon e la richiesta di uscire a festeggiare. La degna conclusione di un’annata demmerda™.
Un centinaio di persone, forse pure lazialesi che colgono ogni occasione bona per festeggiare con le maglie di altre squadre. In fondo, il lazialese, doveva brindare all’esclusione della Roma dalle coppe, ad un’altra stagione finita sopra la Roma, alla vittoria dell’Inter, alla vittoria della Juve e insomma a tutto tranne che alla laziese.
E io stavo lì, con il Colosseo, l’altare della Patria, il balcone del duce, la colonna Traiana e Santa Maria di Loreto che mi guardavano tristi, perchè non capivano tutte ‘ste bandiere da film de Stanlio e Ollio anni ’20 che sventolavano lì dove una volta scorreva sangue o oro.
Niente centurioni con spade de plastica amiche che avrebbero dato un senso di casa, di cose che conosci e in cui un po’ ti ritrovi.
Stavo come Catilina, con la testa che me pesava troppo per tenerla dritta, l’ennesima sigaretta che mi bruciava le labbra e il telefonino che non riusciva a distrarmi.
Lei ogni tanto mi prendeva la testa tra le mani e vabbè, 30 secondi in cui non si capisce un cazzo, troppo pochi, ma c’aveva altro da fare. Mi sento anche un po’ in colpa per aver sperato nel Milan.
Chissà se quando morirò rivedrò le partite della Roma come un film. Troppe volte sono uscito dallo stadio a testa bassa e troppe volte ho annunciato il mio definitivo abbandono del seggiolino, tanto da non essere più un lupo, ma al lupo.
Sì, è stato un autogol, ma Vucinic e Borriello…Vucinic e Borriello.
E gnente, tra qualche settimana aprirò il post del calciomercato, mi guarderò gli europei, le olimpiadi.
Mi metterei dentro il secchione bianco della plastica vuota.
…NUN SE VEDEMO PIU’
La Roma si stringe in un cerchio concentrico con in mezzo il capitano: una via di mezzo tra il cerchio delle streghe e i crop circles. In ogni caso, lascia un inquietante presagio.
Roma e Neipols si affrontano con 4 punti di distacco l’una dall’altra (a sfavore della Roma, ovviamente). Questo vuol dire che il campionato demmerda della Roma è stato un po’ demmerda per tutti quanti.
Anfatti, a 3 giornate dalla fine, si giocano un posto per la scempion 4 squadre a 55 punti (Udinese-Napoli-Inter-Laziese), con la Roma a 51 che grazie al cerchio del fungo spera che almeno una di queste squadre cada in disgrazia. E diciamo che se questa squadra fosse proprio la laziese, sarebbe ancora meglio.
Affrontiamo il Neipols con in attacco Borini e il Putto e la notizia è che non prendiamo gol nei primi 9 minuti (del primo tempo, n.d.r.)
Er poro Lobont se ne sta fisso al limite dell’area di rigore, terrorizzato dai centrali Chiè? e Ainz.
Rosi Pippicalzelunghe, per l’occasione, sfodera la sua maschera di Cristiano Ronaldo e fa le faccette stizzose. Il suo cross (che Marchisigno trasformerà in gol) gli darà l’alibi per una di quelle scene madri che se uno fosse davero la madre lo riempirebbe de pizze.
Prima però Gago diventa ChemesoGaGato e spara fuori una palla che necessitava solo un banalissimo appoggio in saccoccia.
Il Putto me sembra più alto: traversoni, dribbling e tiri. Peccato che se fulmina come una lampadina cinese.
De Sanctis fa 3 parate in 1 minuto, il Napoli non ci sta capendo un cazzo e la Roma fa riscoprire quella voglia mai sopita di vederla giocare a calcio.
Er poro Luiggi non è fortunato. E Napoleone l’avrebbe fatto fuori da un pezzo, ma qui non c’è un franzoso a comandare. Qui comanda Topolino.
Marchisigno, Bojan, Totti, Taddei. La palla non entra.
La notizia interessante è che la Roma ha imparato a tenere 2 uomini al limite dell’area di rigore avversaria quando batte punizioni e calci d’angolo. La soluzione per la piaga del contropiede e quindi, tradotto in dialetto urbi, evita er go’.
Il primo tempo si chiude con il già citato gol di Marchisigno su assist di Rosi a sua volta su assist del Capitano.
A ‘sto punto salterei il riposo di 15 minuti, perchè o nun capiscono quello che dice Luiggi o Luiggi dice un sacco de cazzate.
Si rientra in campo. Al minuto 3 Chiè? dice: “Zuniga, Zuniga…mica c’ha li piedi boni!”
Tiro, gol.
E la Roma si scioglie come neve al sole, come gelato nel forno, come cera sul fuoco. Come me davanti a lei.
Entra er macedonia e mi perdo qualche minuto per colpo di sonno in seguito a grattino (che je frega a lei, è giuventina…e lo so, è peggio dell’interista, però la cosa bella è che basta stare con me per veder vincere la propria squadra del cuore. Il contrario nun funziona mai.)
Riapro gli occhi col poro Pianic che vorrebbe battere una punizione e il Capitano dice no no. Però, considerando il rendimento di Pianic, io direi che qualche volta un gol su punizione je cambierebbe la vita.
La Roma si allunga come una manina appiccicosa e si trova sotto di un gol grazie alla premiata ditta macedonia-edison.
Anche stavolta, dall’abbecedario del calcio italiano redatto da Chiè?, esce fuori che “Cavani, Cavani…mica c’ha li piedi boni!”
Entrano Tallo e Simplicio e si pareggia, con Arnold che bacia quella che credevo fosse la tata e invece la tata con in braccio il figlio non la bacia, anche se meriterebbe.
Rizzoli, come un toro nell’arena, vede rosso e alza il giallo. Finisce la partita con UNCAPITANO che porta la squadra sotto la curva, per una contestazione inutile e con Totti che risponde: ” ‘O so, ma che devo fa’?”
E non devi fa gnente, tantomeno con uno che spiega l’esclusione di Totti a Torino con: “La Roma si deve abituare a giocare senza Francesco.”
Prima c’abituamo a gioca’ senza di te, caro vecchio poro Luiggi.
Ho avuto l’occasione di parlare, questo pomeriggio, con vecchi amici (cioè amici di vecchia data) della Roma. Persone dello stadio, cresciute a pane e Roma.
Io mi sono presentato con una ventata d’ottimismo. Sembravo lui
E dicevo che la Roma poteva fare una grande partita, che non partiva sconfitta.
E tutti mi guardavo come un matto.
Sono le 21.16 e la Roma sta perdendo 3 a 0.
Non parlo di formazione, non parlo di niente. Anzi, vorrei stare zitto fino al prossimo campionato.
Con uno sforzo di concentrazione che manco Massimo Inardi metto insieme un paio di concetti.
Il 24 febbraio 2012 il campo A del centro sportivo Fulvio Bernardini è stato intitolato ad Agostino Di Bartolomei.
In quel momento mi sono detto che questa società, a migliaia di km da noi, ha colto quel senso di appartenenza che prima non avevano voluto vedere.
O forse, quasi sicuramente, ha accettato ‘sto senso de appartenenza che qualche buon suggeritore ha messo sotto i suoi occhi.
Nell’indice di gradimento (il mio), questa mossa è risultata azzeccata e ha fatto guadagnare ad americani ed asturiani (famo mpo’ e mpo’) un bonus pazienza e simpatia.
Dunque, la sfida con l’Atalanta, persa sotto i colpi di Denis e Marilungo, mi aveva scosso un pochino, e il bonus pazienza e simpatia era rimasto lì, all’Atleti azzurri d’Italia o come cazzo se chiama.
La Roma si consegnava al derby con due squalificati (perchè una delle 2 regole di LE recita: “Se si perde, si resta in 9″…e ‘nfatti come se dava da fa Osvaldo pe’ fasse caccia’ via! Nun sia mai che mandava in tribuna pure lui, insieme a Capitan Futurama).
[L'altra regola è: giocamo sempre allo stesso modo, quale che sia l'avversario, ma nun arriva' tardi alla riunione tecnica o nun giochi.]
E no, non c’erano prima le prospettive scempion, figurati adesso.
E’ da novembre, mi sembra, che qui sopra ci auguriamo di arrivare in Europa, pure dei poveri o addirittura dei poveracci. Altro che scempion.
Insomma, mentre gli iuesei pensano ai pacchetti regalo per i tifosi giallorossi, er poro Reja, con le catene a ‘na panchina che giustamente je fa schifo, arriva coi suoi capelli fumè, ‘mbroglia e ‘mbriglia e se porta a casa il secondo derby consecutivo.
Me so’ fatto forza e so’ andato a rivede’ i risultati di quest’anno, pe’ evita’ de di’ fregnacce, e me pare de pote’ conclude, con poco margine di errore, che la Roma nun gioca a calcio, ma a un gioco spagnolo che si riassume in: quièn marcará primero, ganare.
Progetto, giovani, mentalità, regole, pazienza mediolunga.
E la Roma scivola via.
E mentre Alemanno decide di salare la neve di Roma perchè è un po’ insipida
la Roma, quella vera, gliene fa 4 all’Inter.
Vabbè, quella vera…mica si sa.
La Roma è uno, nessuno e centomila.
Si ritrova in Borini, in Juan e addirittura in Bojan.
Dice bene LE: “Bisogna trovare continuità.” Ecco sì direi che sia una buona idea.
No, però devo dire altre due parole su Alemanno (che è un po’ una calamità naturale, diciamolo).
Io non sono un esperto di neve, ma se facessi il Sindaco di Roma, cercherei almeno di informarmi se proprio volessi evitare di inanellare figure demmerda.
Basta una ricerchina su internet, diobono, per rendersi conto della differenza tra il sale da cucina e un qualsiasi composto chimico disgelante, che ne so.
Tipo
Cloruro di Calcio (CaCl2) Il Cloruro di Calcio è un composto chimico noto per l’effetto fondente su neve e ghiaccio anche a basse temperature, quando, al contrario, il normale sale (Cloruro di Sodio) tende a perdere l’efficacia disgelante. Dunque risulta utile in caso di climi rigidi. È utilizzato anche per abbattere le polveri delle strade sterrate o come sterilizzante. Miscela di Cloruro di Sodio (NaCl) e Cloruro di Calcio (CaCl2) Si tratta di un prodotto innovativo per il disgelo stradale. Questa miscela racchiude i pregi di entrambi i componenti. Il Cloruro di Calcio consente una maggiore velocità di fusione, anche a temperature molto basse, di neve e ghiaccio rispetto al semplice sale. Il Cloruro di Sodio presente nella miscela è di tipo essiccato, il che consente un effetto fondente più prolungato, ovvero una maggiore efficacia prolungata nel tempo. La combinazione dei due elementi produce un terzo vantaggio: una migliore azione meccanica, che può evitare l’aggiunta di inerti.
Il Cloruro di Calcio è un composto chimico noto per l’effetto fondente su neve e ghiaccio anche a basse temperature, quando, al contrario, il normale sale (Cloruro di Sodio) tende a perdere l’efficacia disgelante. Dunque risulta utile in caso di climi rigidi. È utilizzato anche per abbattere le polveri delle strade sterrate o come sterilizzante.
Si tratta di un prodotto innovativo per il disgelo stradale. Questa miscela racchiude i pregi di entrambi i componenti. Il Cloruro di Calcio consente una maggiore velocità di fusione, anche a temperature molto basse, di neve e ghiaccio rispetto al semplice sale. Il Cloruro di Sodio presente nella miscela è di tipo essiccato, il che consente un effetto fondente più prolungato, ovvero una maggiore efficacia prolungata nel tempo. La combinazione dei due elementi produce un terzo vantaggio: una migliore azione meccanica, che può evitare l’aggiunta di inerti.
Ecco, invece di usare internet per twittare, usasse internet per fingere di essere intelligente.
Certo, poi je fanno pure i trabocchetti eh
a quanti cm di neve corrispondono 35 mm di acqua?
Er poro Alemanno. Poro lui e chi l’ha votato.
Bene, alla fine della partita contro l’Inter, arriva la notizia del rinnovo quinquennale di Daniele De Rossi, Capitan Futuro, poi Capitan de chi, poi Capitan Boh e ora di nuovo Capitan Futuro.
Sulla partita non c’è molto da dire: la Roma ha giocato molto bene e l’Inter non ha capito un cazzo. Poi, non essendo una partita valida per lo scudetto, l’Inter non ha ricevuto i soliti servigi e i suoi giocatori non hanno picchiato come fabbri.
Tutto normale, insomma.
Beh…quando Borini ha messo a terra Samuel con un dribbling a rientrare mi è tornato alla mente…
E passamo a
NOI BORINI, VOI BURINI
Succede che la laziese scagli a Genoa e che Tare si presenti in conferenza stampa dicendo che a Formello nevicava e nessuno è andato a spargere il sale della pasta come invece è successo a Trigoria. Ah, nun è successo? Fa gnente, è come se fosse successo.
Poi dice che loro non sono la Roma (ah, l’hai capito finalmente eh?) e che come hanno rinviato la partita dell’Olimpico di sabato, dovevano rimandare qualla della laziese di domenica alle 12,30.
E perchè?
Tutte le squadre hanno giocato alle 15 (e già alle 16,30 faceva un bel freddo boia) quindi giocare alle 12,30 aveva il grande vantaggio di avere il sole per tutta la partita.
Ma inzomma…zenza li ricori, è ‘m bo’ difficile vincere…
LOTITO RESISTI!
Fare peggio dello scorso anno era quasi impossibile, ma la Roma ha sfiorato “l’impresa”. Dopo il 5 a 1, il 4 a 2 il che, a conti fatti, ci mette sul groppone 9 gol dal Cagliari in 2 trasferte.
La fine del mercato di riparazione coincide con la consacrazione della disastrosa difesa giallorossa.
LE aveva solo chiesto di “sfoltire la rosa” che sarebbe a ddì: “Ci sono tanti giocatori inutili che devono andare fuori dai cabasisi [cit] porquè yo tengo que ganar con Bojan.”
Dentro Greco e Lamela fuori Simplicio e Bojan.
Fuori Simplicio e Bojan dentro Greco e Lamela.
Dentro Simplicio e Lamela fuori Greco e Bojan.
Se si potesse scommettere sui cambi, sarei ricco.
Certo, non si può dire che la società non badi al sodo: dopo appena 4 mesi, il sito è rinnovato! Eh! Il sito è la vetrina della società nel MONDO! Eh! E io, povero provincialotto, che pensavo che la vetrina della società nel mondo fossero i risultati. Ma dove cazzo ho vissuto fino adesso, dico. L’ammericano ce fa Tarzan e io guardo Cita.
La parola d’ordine è: interattività. Oltre a metter in rete decine di files multimediali, tra foto e video, i tifosi potranno infatti interagire direttamente con la società condividendo i contenuti sui social media grazie ad un semplice click. Da oggi, quindi, la Roma tende ancora di più la sua mano verso la sua gente.
Bene, inizio ad interagire. Ammerica’, la senti questa voce?
A dirla tutta, quel “metter in rete” va al di là della mia umana comprensione. Non mi piacciono ‘sti verbi tronchi, mi sembra roba da google translate. A proposito: il nuovo sito yyyuuuh è in lingua inglese-americano di default.
Almeno un passo avanti si è fatto. LE ha ammesso di essere molto deluso, risparmiandomi il travaso di bile nel leggere dichiarazioni del tipo “ho visto cose buone, continuiamo così (dopo Fiorentina-Roma 3 a 0 n.d.HM)” e Baldini non ha offerto rinnovi di contratto estemporanei (sempre dopo Fiorentina-Roma 3 a 0 n.d.HM).
Per distoglierci dai brutti pensieri, ci hanno regalato il fantacalcio giallorosso. Non vedo l’ora di ricevere la cartolina autografata di tutta la squadra.
Ed infine, sul nuovo sito yyyuuuh viene così annunciato il prossimo incontro:
Troviamo gli errori:
Concludo con un accenno sul mercato di riparazione. Ecco, la Roma ha trovato l’officina chiusa.
2012 -01-31 operazioni di mercato al 31 gennaio 2012
2012 – 01 -30 acquisizione a titolo definitivo dei diritti alle prestazioni sportive del calciatore jonathan alexis ferrante 2012 – 01 – 30 acquisizione a titolo temporaneo con diritto di opzione per l’acquisizione a titolo definitivo dei diritti alle prestazioni sportive del calciatore marco antonio de mattos filho 2012 – 01 – 23 cessione a titolo temporaneo con diritto di opzione e accordo di partecipazione dei diritti alle prestazioni sportive del calciatore stefano chuka okaka
2012 – 01 – 23 acquisizione a titolo definitivo con accordo di partecipazione dei diritti alle prestazioni sportive del calciatore fabio borini
2012 – 01 – 11 acquisizione a titolo definitivo dei diritti alle prestazioni sportive del calciatore nicolas federico lopez alonso
2012 – 01 – 03 cessione a titolo temporaneo con diritto di opzione per l’acquisizione a titolo definitivo dei diritti alle prestazioni sportive del calciatore marco borriello
Non c’è molto da commentare. A parte che ce semo presi uno che se chiama Mattos.
Ad Maiora.
Che sia cambiato il Bologna (di 1 mese fa, non di inizio campionato) o che sia cambiata la Roma, poco importa. Uno a uno e tutti a casa.
La Roma era stanca, dopo la partita con la juve…e se l’avesse pure giocata quella partita, sarebbe stato meglio. Stanca di che? Della trasferta? Del freddo?
Convinto del fatto che Lamela acciaccato-scojonato valga tre Bojan, gradirei che certi cambi in momenti topici dell’incontro non venissero fatti.
Quattro partite, un pareggio, un semipareggio, una roboante vittoria e uno sconfitta altrettanto roboante.
La Roma è una specie di ECG.
E’ un sismometro.
A proposito, ma gnente gnente Dio sta a mette mano alla Padania? Magari se stacca da sola e diventiamo l’isola più bella del mondo.
Intanto la soluzione a tutti i vostri/nostri dubbi (?) sulla permanenza di De Rossi alla Roma, è data dal buon Diego.
In conclusione, mi sembra di ricordare almeno 3 palle gol nitide del Bologna (oltre al gol). Mi sfuggono quelle della Roma, a parte la ciccata di Simplicio.
Pertanto il mio giudizio è totalmente condizionato dalla mia memoria. In più è condizionato dall’aver promesso di non incazzarmi più se la Roma non si adatta mai all’avversario, ma gioca sempre nello stesso modo. E infine è condizionato dall’ennesima promessa fatta non mi ricordo nemmeno a chi, di non criticare più LE .
Per eundem Dominum nostrum Iesum Christum Filium tuum, qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus sancti Deus, per omnia sæcula sæculorum. Amen.
Quello che più mi urta, a dirla tutta, è la contemporanea sconfitta di Inter e Napoli.
Perchè con un punto guadagnato mi sento di dire che ora come ora ce famo cazzo.
Ammazza Pjanic.
Che peccato.
Dopo aver toccato il fondo a Firenze, i segni della primavera spagnola si erano palesati in una prestazione degna di nota contro la prima in classifica.
Ieri, come tante Bernadette, abbiamo assistito all’apparizione della Madonna di Lamela. La Roma è una fede [cit].
Per qualche strano motivo matematico a me oscuro, come tutta la matematica del resto, la Roma si rilancia agganciando il Napoli, mentre il Napoli, poraccio, si ritrova a 12 punti dal primo posto e a 10 dal terzo.
Riporto da internet
Il tonfo è invece tutto dei padroni di casa, che scendono a 12 punti di distacco dalla Juventus capolista e a 10 dal terzo posto.
mmm…
Dicevo, che peccato.
La sosta (dopo il recupero della partita contro il Bologna, mercoledì) non doveva arrivare adesso che LE sembra aver capito un meccanismo semplice del GIUOCO del calcio: la formazione titolare deve essere una e una sola.
Certo, la dichiarazione a fine gara non lascia presagire niente di buono. Quando la giornalista gli chiede: “Otto giocatori confermati dalla gara con la giuve. Inizia ad essere chiara questa la struttura della squadra?”
Risponde LE: “No, dipende sempre da come si allenano durante la settimana.”
Scoramento
Osvaldo esulta come un bambino ad ogni gol. Mi è proprio saltata agli occhi la sua incontenibile felicità. Che Lamela gli abbia dato un paio di pizze di resto?
Lamela…è lui il progetto Roma?
La cara Rosella parlò di progetto e venne Spalletti. Dibbi parla di progetto e…
Il quartetto di partite, che di solito si chiamano “della verità”, come già ricordavo nell’altro post, si può riassumere in: il bicchiere è mezzo pieno.
Anche se, in realtà, non sono state proprio due sconfitte e due vittorie.
Le ultime quattro partite del girone d’andata si chiamano: Bologna, Chievo, Catania e Cesena.
Al giro di boa si potrà fare un mini bilancio.
Intanto, spero che questa Roma ci faccia passare un BUON NATALE.
(E si spera un FELICE ANNO NUOVO)
The street is long.